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# Quando un elemento di sicurezza diventa pericoloso

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Nel settore IT, oggi la stragrande maggioranza delle aziende si protegge dai criminali informatici in vari modi, più spesso implementando uno o più prodotti di sicurezza. Può però accadere che uno di questi prodotti venga attaccato dagli aggressori e diventi così esso stesso pericoloso, minacciando la rete protetta? Purtroppo dobbiamo…

26/02/2021 · 4 min di lettura · Redazione ZEBR.ai

Nel settore IT, oggi la stragrande maggioranza delle aziende si protegge dai criminali informatici in vari modi, più spesso implementando uno o più prodotti di sicurezza. Può però accadere che uno di questi prodotti venga attaccato dagli aggressori e diventi così esso stesso pericoloso, minacciando la rete protetta? Purtroppo dobbiamo constatare che può accadere e la storia ricorda già diversi casi simili.

Uno di questi è il caso della fine dello scorso anno, quando è emerso che il software per la gestione remota di workstation e server SolarWinds Orion era stato compromesso e gli aggressori hanno sfruttato la sua capacità di distribuire codice eseguibile, diffondendo malware al posto di aggiornamenti e patch. Il 13 dicembre 2020 la CISA (Cybersecurity & Infrastructure Security Agency) ha emanato una direttiva nella quale avverte di questo rischio per la sicurezza e ordina a tutti gli uffici federali degli Stati Uniti una reazione immediata: oltre a verificare subito se l'attacco sia già avvenuto, nella maggior parte dei casi anche spegnere immediatamente la piattaforma SolarWinds Orion. L'elenco delle istituzioni compromesse è piuttosto impressionante e comprende nomi molto noti come il Pentagono degli Stati Uniti, la NASA, la NSA e altri.

Vorrei qui fare una precisazione: il malware denominato Sunburst ha colpito solo la piattaforma SolarWinds Orion, non gli altri prodotti della famiglia SolarWinds, come SolarWinds MSP N-Central e RMM. Maggiori dettagli sono disponibili a questo link: <https://www.solarwinds.com/securityadvisory>

Come si svolge un attacco di questo tipo attraverso un prodotto di sicurezza? La compromissione del sistema SolarWinds Orion si compone di diversi livelli. La parte server della piattaforma Orion viene aggiornata regolarmente dai server di aggiornamento. Sono stati proprio questi server a essere attaccati per primi dagli aggressori, che sono riusciti a inserirvi codice dannoso, rendendolo disponibile per il download a organizzazioni ignare. Dopo essere penetrati nella rete delle vittime, gli aggressori hanno evitato il rilevamento in vari modi; il primo consiste nel ritardare qualsiasi azione: il codice non si attivava immediatamente, ma dopo 2 settimane. Inoltre, gli aggressori sono stati in grado di firmare digitalmente il codice e nasconderlo in una libreria denominata BusinessLayer.dll. Infine, questo codice utilizza diverse tecniche per rilevare se non sia in esecuzione in una sandbox. Di solito gli è sufficiente effettuare un “ping” verso segmenti di rete noti per verificarne l'esistenza, nonché verso la propria “base”.

Finora si è trattato di una classica intrusione nella rete SolarWinds Orion e nelle reti dei suoi clienti. A questo punto, tuttavia, dobbiamo renderci conto che l'aggressore si è trovato letteralmente nel posto giusto al momento giusto. Il software destinato alla gestione dei computer in rete, al loro aggiornamento e all'installazione o eventualmente alla disinstallazione delle applicazioni deve necessariamente disporre di autorizzazioni sufficientemente elevate, ad esempio sotto forma di amministratore locale o di dominio. E il nostro aggressore ha ora questo software completamente a sua disposizione e può quindi installare qualsiasi ulteriore codice su tutti i dispositivi della rete gestita e, naturalmente, anche eseguirlo. Può così iniziare la fase finale dell'attacco, che varierà da vittima a vittima: l'aggressore deciderà in base alle informazioni raccolte quale interesse possa avere per lui la rete della vittima.

Forse ora penserete che, trovandosi nella situazione della vittima, sia sufficiente spegnere semplicemente la piattaforma Orion e il pericolo non sussista più. Si tratta però di un grave errore, poiché se l'aggressore è arrivato alla fase in cui controllava già completamente la rete, poteva installare qualsiasi codice aggiuntivo su qualunque altro computer e quindi nemmeno lo spegnimento della piattaforma di gestione eliminerà il pericolo. È necessario agire in modo proattivo e sottoporre l'intera rete a scansione per individuare la presenza di codice pericoloso.

Anche gli altri produttori hanno già reagito alla situazione relativa alla compromissione della piattaforma Orion e, ad esempio, GFI ha aggiunto al proprio prodotto **GFI LanGuard** la capacità di rilevare le vulnerabilità causate da tale compromissione. Non solo: LanGuard di GFI dispone di capacità molto simili a SolarWinds Orion, ovvero la possibilità di gestione delle patch e audit di rete, e aggiunge inoltre la capacità di eseguire scansioni delle vulnerabilità su tutti i dispositivi della rete. Molto positivo è l'approccio del produttore, che offre una versione di prova senza limitazioni funzionali per 30 giorni. Per impostazione predefinita, la versione di prova è limitata a 25 indirizzi IP, ma con una semplice richiesta al produttore è possibile estendere il supporto fino a 10 mila dispositivi.

Un'offerta così generosa consentirà certamente a tutte le aziende colpite dalla vulnerabilità della piattaforma Orion di ripulire la propria rete e rimanere completamente protette per tutto il tempo.

*L'articolo è stato pubblicato nella rivista IT Systems n. 1-2/2021.*

Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai

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