Quando Acronis True Image 2017 New Generation è stato presentato nel gennaio 2017, ha rivoluzionato la sicurezza dei dati. Si trattava infatti del primo prodotto di backup a offrire un'efficace protezione comportamentale contro i ransomware. Alla fine dello stesso anno, con il rilascio della versione Acronis True Image 2018, la funzione di protezione Acronis Active Protection è stata migliorata con un ulteriore livello di sicurezza, fornito da un insieme di tecnologie basate sull'intelligenza artificiale (AI).
Naturalmente, anche il rilascio della nuova versione di Acronis True Image 2019 ha introdotto importanti miglioramenti alla sicurezza dei vostri dati, alle tecnologie anti-ransomware e alla semplicità d'uso.
Nuovi modelli di apprendimento automatico
Come forse ricorderete, Acronis utilizza modelli di apprendimento automatico e AI per analizzare lo stack trace delle chiamate ai metodi nei processi Windows nei casi in cui l'euristica comportamentale abbia bisogno di un «secondo parere» per decidere se un processo sia realmente un ransomware.
In Acronis True Image 2019 abbiamo implementato un nuovo modello di analisi dello stack trace delle chiamate ai metodi, basato sulla tecnica Gradient Boosting Tree. L'idea alla base della tecnica utilizzata è che non tutti gli «alberi» hanno lo stesso peso; il peso di un albero dipende dalla situazione specifica per cui viene impiegato. Nelle versioni precedenti il software non analizzava la frequenza con cui i singoli frame erano presenti nello stack, cosa che ora avviene: per l'apprendimento vengono quindi considerati solo i frame più comuni, selezionati da uno speciale compilatore interno. L'esclusione dal processo di apprendimento dei frame che compaiono raramente presenta diversi vantaggi, ma il più importante è l'aumento della precisione complessiva.
Questo approccio consente di utilizzare modelli delle stesse dimensioni di prima (o leggermente più piccoli), includendo al contempo nell'analisi molti più dati. Per fare un esempio, se utilizzassimo il modello precedente con l'attuale quantità di dati, l'intero modello di apprendimento automatico raggiungerebbe decine di megabyte, circa 10 volte più di ora.
La tecnica innovativa utilizzata aumenta le prestazioni del 150-200% rispetto al modello precedente e al contempo migliora la precisione: il nuovo modello è in grado di riconoscere un file eseguibile malevolo che si presenta come allegato PDF in un'e-mail appena ricevuta.
Protezione degli archivi di rete e dei dispositivi NAS
I dati più preziosi sono archiviati localmente, ma molti file di lavoro possono trovarsi anche su archivi di rete, in cartelle locali con accesso remoto o su un dispositivo NAS. Poiché molti ceppi di ransomware cercano di attaccare, oltre ai file locali, anche i file presenti in rete, Acronis True Image 2019 estende la copertura della protezione anti-ransomware agli archivi di rete e ai dispositivi NAS.
Acronis Active Protection rileva il ransomware nel momento in cui tenta di iniziare a crittografare i file nell'archivio condiviso. Inoltre, potete ripristinare i dati in una cartella locale, garantendo così il recupero dei file nel caso in cui un attacco comprometta la disponibilità dei dati in rete. Gli utenti possono disattivare la protezione per le cartelle condivise, ma consigliamo vivamente di lasciarla attiva.
Potete scegliere dove ripristinare i dati dagli archivi di rete attaccati.
Maggiore flessibilità e semplicità d'uso
Continuiamo inoltre a migliorare l'usabilità della nostra soluzione, rispondendo al feedback degli utenti. Uno degli obiettivi è informare meglio gli utenti. Per questo Acronis True Image 2019 fornisce informazioni sul livello di sofisticazione dei ransomware, sugli attacchi che sfruttano interpreti quali PowerShell, WScript, Java, Python, Perl, Ruby, cmd.exe ecc. oppure che avviano DLL dannose tramite rundll32.exe, sia per scopi di infezione sia per altre attività. Questa tecnica viene utilizzata da numerose famiglie di ransomware, tra cui Locky, Cerber, CryptoWall, Crypt0L0cker, CTB-Locker, RAA e molte altre. Le informazioni sulla classificazione del ransomware e sul vettore di attacco utilizzato possono aiutare gli utenti a decidere se interrompere effettivamente il processo oppure lasciarlo in esecuzione.
Al posto di una notifica relativa a rundll32.exe, ora vedrete una notifica relativa a Not_Petya.dll.
Verranno inoltre visualizzate correttamente le informazioni sullo script dannoso avviato in PowerShell.
Più sicurezza e comodità
Oltre ai miglioramenti della protezione anti-ransomware, Acronis True Image 2019 include anche una serie di nuove funzionalità. Gli utenti possono creare uno strumento di ripristino all-in-one, denominato Acronis Survival Kit, che contiene tutto il necessario per ripristinare il sistema, incluso il supporto di avvio e tutti i backup: serve soltanto un disco esterno.
La nuova pianificazione basata sugli eventi consente invece backup davvero semplici: automaticamente dopo il collegamento di un'unità USB selezionata.
Gli utenti Mac possono clonare dischi in esecuzione, semplificando la migrazione del sistema. Inoltre, ora possono usufruire di un ripristino più rapido dei dischi virtuali, poiché Acronis True Image 2019 ha iniziato a utilizzare l'API nativa di Parallel Desktop 14 per il loro backup.
Acronis True Image 2019 offre semplicemente numerosi miglioramenti in termini di sicurezza, velocità e semplicità d'uso. Consigliamo pertanto vivamente di passare alla nuova versione.
Elaborato da fonti inglesi di Acronis
Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai



