L'attacco si è mascherato da aggiornamento software di Adobe Flash Player
PRAGA, 30 ottobre 2017 – L'azienda GFI Software, fornitore di soluzioni per la sicurezza nelle reti aziendali, ha evidenziato, in relazione al più recente attacco ransomware «Bad Rabbit», la necessità di rafforzare la gestione centralizzata e automatizzata delle applicazioni nelle imprese e nelle organizzazioni. Gli attuali attacchi ransomware sono in grado di sfruttare le vulnerabilità di applicazioni non sufficientemente protette e il comportamento imprudente anche di un solo utente per cifrare i dati nelle reti aziendali.
L'attuale attacco del ransomware denominato «Bad Rabbit» ha nuovamente colpito un gran numero di organizzazioni, richiedendo un riscatto. Il software dannoso è entrato nei dispositivi mascherandosi da aggiornamento software del noto strumento Flash Player. Dopo l'avvio dell'aggiornamento, il ransomware è penetrato nei computer degli utenti, cifrandone i dati.
Adobe Flash Player è un'applicazione che figura regolarmente ai primi posti nelle classifiche delle vulnerabilità dei software più esposti al rischio: per esempio, secondo il National Vulnerability Database, nel 2015 questa applicazione ha registrato il maggior numero di vulnerabilità (314) tra tutte le applicazioni, mentre tra le 5 più vulnerabili figuravano ben quattro applicazioni Adobe. Secondo l'indagine di quest'anno di GFI Software tra le PMI ceche, Adobe rientra per gli amministratori IT tra i tre fornitori di software con il più alto rischio di attacco, insieme a Microsoft e Google.
«Non esiste incubo peggiore per ogni amministratore IT di un utente al quale venga data la possibilità di decidere sugli aggiornamenti software», ha dichiarato Zdeněk Bínek, responsabile delle vendite delle soluzioni GFI Software nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. «Per questo raccomandiamo sempre di centralizzare e automatizzare gli aggiornamenti software su tutti i computer, minimizzando così i rischi di attacco alla rete informatica causati dalla scarsa conoscenza o da un errore dell'utente. Nelle organizzazioni più grandi, inoltre, conviene effettuare una scansione proattiva delle vulnerabilità, che con l'aiuto di attacchi simulati verifica la capacità dell'organizzazione di affrontare attacchi reali.»
La compromissione della sicurezza di rete è molto spesso causata da aggiornamenti mancanti nella rete, in particolare nelle applicazioni di terze parti. Una delle cause può essere la gestione manuale degli aggiornamenti su ciascun dispositivo finale separatamente. Molte imprese e organizzazioni utilizzano quindi strumenti specializzati che consentono di effettuare gli aggiornamenti in modo centralizzato e automatico, senza l'intervento dell'utente finale, riducendo così al minimo i rischi per la sicurezza e sollevando gli amministratori IT dalle attività di routine.
Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai



