Acronis, leader globale nel mercato delle soluzioni di protezione informatica, ha presentato lo studio Acronis Cyberthreats Report, una panoramica dettagliata delle minacce attuali che ci attendono nel prossimo anno. In relazione alla pandemia di COVID-19, che ha amplificato i rischi di sicurezza esistenti, Acronis avverte per il prossimo anno di una criminalità informatica aggressiva, focalizzata in particolare sulla crittografia e sulla fuga di dati. Tra i Paesi con la maggiore penetrazione delle minacce rilevate menzionati nello studio figura anche la Repubblica Ceca.
La principale minaccia rimane il ransomware, in particolare la variante Maze, responsabile di quasi la metà dei casi nel 2020. Acronis Cyberthreats Report evidenzia l'impegno degli aggressori informatici nel massimizzare i profitti finanziari. Non si tratta più soltanto di crittografare i dati (e decrittografarli dopo il pagamento di un riscatto), ma di sottrarli deliberatamente, compresi quelli sensibili, e, se la vittima non paga, pubblicare i file.
Gli analisti di Acronis hanno rilevato che nell'ultimo anno i dati di oltre 1.000 aziende sono stati divulgati in seguito a un attacco ransomware. Si tratta di una tendenza che si rafforzerà nel prossimo anno e diventerà la tattica principale degli aggressori informatici.
«Più di qualsiasi altro periodo, il 2020 ha portato un enorme numero di sfide: per gli addetti IT, le organizzazioni e i fornitori di servizi», ha dichiarato Stas Protassov, cofondatore di Acronis e presidente tecnologico. «Abbiamo visto quanto rapidamente gli aggressori siano in grado di adattare i propri attacchi al nuovo paradigma IT. Analizzando attività, attacchi e tendenze rilevate, e presentando nuove scoperte, vogliamo fornire ai nostri partner informazioni sufficienti e prepararli alle minacce più recenti.»
Tra i risultati più interessanti dello studio Acronis figurano:
- Gli attacchi contro i lavoratori da remoto aumenteranno. Il 31% delle organizzazioni ha rilevato attacchi quotidiani nel 2020. Inoltre, la frequenza degli attacchi contro chi lavora da casa crescerà ulteriormente nel 2021, poiché i sistemi al di fuori della struttura aziendale sono più facili da attaccare e allo stesso tempo forniscono accesso ai dati dell'organizzazione.
- Il ransomware cercherà nuove vittime, gli attacchi saranno più automatizzati. Piuttosto che proseguire con una strategia di attacchi indiscriminati, gli aggressori si concentreranno su obiettivi con un potenziale ritorno più elevato per i loro sforzi. Infiltrarsi in una rete che gestisce i dati di più organizzazioni è certamente più redditizio che attaccare i sistemi di singole organizzazioni. Pertanto, anche se le piccole aziende possono diventare vittime di attacchi, gli obiettivi più preziosi saranno gli ambienti cloud e i fornitori di servizi gestiti, poiché i loro sistemi forniscono accesso ai dati di più clienti.
- Le soluzioni tradizionali diventeranno meno efficaci. La necessità di bloccare nuovi malware rende le soluzioni antimalware tradizionali tecnologie obsolete. La durata media di un campione malware è oggi di 3,4 giorni. Grazie all'automazione, il numero di campioni malware aumenterà rapidamente. Le organizzazioni dovranno trovare un nuovo approccio alla protezione: soluzioni di sicurezza o di backup separate non saranno sufficienti.
- La Repubblica Ceca al centro dell'attenzione degli aggressori. Un'interessante scoperta dello studio Acronis è la posizione delle organizzazioni ceche in termini di attacchi registrati: nell'agosto di quest'anno, ad esempio, sono stati rilevati 611 campioni malware per 1.000 clienti, il 9° dato più alto tra i 25 Paesi monitorati. Per quanto riguarda la percentuale di URL bloccati, con il 10,4% la Repubblica Ceca si è addirittura classificata al 3° posto, dopo gli Stati Uniti e la Germania.
Acronis Cyberthreats Report 2020 si basa su dati relativi ad attacchi e minacce reali forniti dal centro Acronis Cyber Protection Operations Centers (CPOCs), che monitora e ricerca minacce informatiche 24 ore al giorno. La raccolta di questi dati sui malware è stata effettuata tra giugno e ottobre 2020 su 100.000 endpoint unici in tutto il mondo, protetti dalla soluzione Acronis Cyber Protect lanciata quest'anno.
Potete accedere allo studio completo (in inglese) qui.
Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai



