Indagine Acronis tra i millennial: la tecnologia come parte indivisibile dell'identità

I millennial stanno lentamente diventando la generazione più forte della forza lavoro nel mondo e nella Repubblica Ceca, e non si torna indietro. Sono i maggiori partecipanti all'economia della condivisione e, al contempo, la generazione più connessa dalle tecnologie nella storia. Sono già stati pubblicati molti testi sulla loro necessità di essere costantemente online, ma pochi si concentrano su come percepiscono realmente il loro rapporto con i dati e i dispositivi…

08/10/2018 · 4 min di lettura · Redazione ZEBR.ai

I millennial stanno lentamente diventando la generazione più forte della forza lavoro nel mondo e nella Repubblica Ceca, e non si torna indietro. Sono i maggiori partecipanti all'economia della condivisione e, al contempo, la generazione più connessa dalle tecnologie nella storia. Sono già stati pubblicati molti testi sulla loro necessità di essere costantemente online, ma pochi si concentrano su come percepiscono realmente il loro rapporto con i dati e i dispositivi.

Per colmare questa lacuna, Acronis ha condotto un'indagine tra i millennial, cercando di rispondere a quale sia il loro rapporto con due tecnologie con cui interagiscono molto spesso: gli smartphone e i social media.

 

Lo sviluppo dell'identità digitale…

I millennial sono la prima e finora unica generazione adulta che possiamo definire nativamente digitale e che, per questo, riesce meglio ad adattarsi ai cambiamenti che le nuove tecnologie portano nel mondo. Con lo sviluppo dell'economia della condivisione e dei social media, la connessione digitale diventa naturalmente più importante per la loro vita personale, professionale e civica.

Dalla ricerca di Acronis emerge che il 37% dei millennial attribuisce "molto" valore alla propria identità online e il 14% ha dichiarato che per loro è "la cosa più importante". Ben il 75% di coloro che hanno perso un dispositivo e dei dati si è sentito devastato (19%) oppure irritato (56%).

I millennial sono quindi per lo più consapevoli che una parte della creazione e della conservazione dei ricordi, una parte della loro identità, si sta trasferendo nel mondo digitale, e che la perdita di un dispositivo o, più in generale, dell'accesso a questi dati può essere oggi per loro psicologicamente più difficile di quanto non lo fosse una perdita analoga appena dieci anni fa.

 

E la conseguente dipendenza dall'accesso ai dati?

Considerato il trasferimento di una parte più o meno ampia della loro identità nel mondo digitale, ha senso che alcuni millennial sembrino dipendenti dai propri dispositivi: il 23% degli intervistati ha ammesso di sentirsi nervoso ogni volta che non ha con sé il cellulare e un altro 26% si sente così occasionalmente.

D'altra parte, il 51% di loro non prova o non ammette queste sensazioni. Inoltre, il 68% ha dichiarato di guardare il cellulare al massimo una o tre volte all'ora, cosa che non sembra una cifra elevata. Possiamo quindi supporre che per la maggior parte di loro gli smartphone non siano diventati oggetto di una dipendenza più seria.

 

E come proteggono i loro dati?

Ancora più interessanti sono i dati sul modo in cui i millennial proteggono i dati mobili: il 18% ha dichiarato di non utilizzare né una password né la tecnologia di riconoscimento facciale per accedere al telefono. Il 19% utilizza entrambi i metodi contemporaneamente e il restante 64% utilizza solo la protezione tramite password.

Questi dati, se da un lato confermano la precedente constatazione che i millennial non sono dipendenti dai loro smartphone, dall'altro suggeriscono che i millennial non prestano sufficiente attenzione alla protezione dei dati, che diventano sempre più importanti per la loro vita personale e professionale.

 

Un pensiero conclusivo

Rispetto alle generazioni precedenti, i millennial trascorrono più tempo fissando gli schermi, sono più legati alle proprie identità digitali e dipendono maggiormente dai dispositivi mobili, conseguenza della rapida trasformazione tecnologica della società. Tuttavia, non tengono il passo con i cambiamenti nella protezione delle loro "case" digitali da potenziali intrusi e da perdite quasi inevitabili. Una delle migliori soluzioni per proteggersi da un'ampia gamma di rischi è la tecnologia di backup. Con Acronis True Image, gli utenti hanno la possibilità di creare una rete di sicurezza attorno ai propri dati su smartphone e computer, che protegge tutte le loro foto, documenti, musica, impostazioni del sistema operativo e account sui social media. Il backup è rapido e il ripristino è ancora più veloce; inoltre, True Image consente la sincronizzazione dei dati tra tutti i dispositivi utilizzati e il cloud, proteggendo efficacemente i dati anche dai ransomware.

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Elaborato da fonti inglesi di Acronis

Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai

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