Indagine GFI: le aziende temono l'IoT

Il 58% delle aziende ha subito una violazione della sicurezza IT negli ultimi due anni e sta valutando di rafforzarla

30/08/2016 · 2 min di lettura · Redazione ZEBR.ai

 Il 58% delle aziende ha subito una violazione della sicurezza IT negli ultimi due anni e sta valutando di rafforzarla 

GFI Software: il 71% delle PMI europee considera l'IoT la principale minaccia alla sicurezza del futuro

 

PRAGA, 30 agosto 2016 – GFI Software, fornitore di soluzioni di sicurezza per reti aziendali, ha dichiarato che, secondo un'indagine condotta tra le PMI europee in collaborazione con Infinigate, il 58% delle imprese ha subito una violazione della propria sicurezza IT negli ultimi due anni. Il 71% delle aziende intervistate considera la tendenza dell'Internet delle cose (IoT) la principale potenziale minaccia alla sicurezza aziendale.

Le nuove tendenze comportano anche nuovi rischi ed è positivo che le aziende ne siano consapevoli: ad esempio, oltre il 60% di esse applica già una politica di sicurezza in ambito BYOD, che stabilisce le regole per l'utilizzo di dispositivi mobili privati a fini lavorativi. Tuttavia, la maggior parte dei responsabili IT intervistati ritiene ancora insufficiente la protezione dei dati aziendali: secondo loro, le risorse destinate alla sicurezza IT (in media il 9% dei budget IT complessivi) sono troppo basse considerando l'aumento delle minacce attuali e potenziali.

Principali risultati dell'indagine:

  • il 58% delle PMI europee ha subito una violazione della sicurezza o la perdita dei propri dati negli ultimi due anni;
  • di questi incidenti, il 49% è stato causato da un attacco esterno, il 37% da azioni intenzionali interne, il 9% dal furto o dalla perdita di un dispositivo fisico e il 5% da errori dei dipendenti;
  • tra le principali potenziali minacce derivanti dalle attuali tendenze IT, gli intervistati includono l'IoT (71%), i servizi cloud (60%), i social media (59%) e il BYOD (59%);
  • i principali ostacoli al miglioramento della sicurezza IT aziendale sono il basso coinvolgimento del management aziendale (54%), il personale inesperto (48%), le risorse finanziarie limitate (43%), i comportamenti rischiosi dei dipendenti (41%) e l'assenza di soluzioni adeguate per la sicurezza IT (29%).

 

«Il primo passo per migliorare la sicurezza IT in ogni azienda è attribuirle la giusta priorità», ha dichiarato Sergio Galindo, direttore operativo di GFI Software. «Trascurarla può infatti comportare costi finanziari non pianificati, una riduzione della soddisfazione dei clienti e della motivazione dei dipendenti, la perdita di quote di mercato e danni alla reputazione aziendale. È quindi necessario rafforzare la sicurezza dell'infrastruttura IT utilizzando strumenti di sicurezza efficaci, formando i dipendenti ed educando gli utenti.»

Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai

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