Acronis ha annunciato i risultati della sua indagine globale incentrata sul comportamento degli utenti domestici in materia di protezione dei dati. L'indagine, condotta nell'agosto 2018 tra utenti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, ha mostrato che meno della metà degli utenti esegue ancora il backup del proprio computer personale.
Sebbene molti utenti continuino a non eseguire il backup, la consapevolezza pubblica della necessità di proteggere i dati è in crescita: rispetto all'indagine dello scorso anno, il numero di utenti che eseguono il backup dei propri PC è aumentato di 2,8 punti percentuali. D'altra parte, il numero di famiglie che hanno subito la perdita di dati importanti è aumentato di quasi 4 punti percentuali su base annua. Il 26,4% degli utenti sarebbe disposto a pagare per sbloccare i dati crittografati dal ransomware.
Principali risultati dell'indagine:
- il 46,1% degli intervistati ha confermato quest'anno di eseguire il backup dei propri computer personali (l'anno scorso era il 43,3%);
- il 39% delle famiglie ha dichiarato di aver già subito la perdita di importanti dati personali (l'anno scorso il 35,1%);
- le cause più frequenti della perdita di dati sono l'errore umano (30,6%), il guasto hardware (26%), un attacco ransomware o di altro malware (13,2%) e lo smarrimento o il furto del dispositivo (10,8%);
- il 26,4% degli utenti è disposto a pagare per decrittografare i dati colpiti dal ransomware, mentre il 73,6% non pagherebbe nulla.
«Qualcuno potrebbe dire che la riluttanza a pagare per il ripristino dei propri dati sia un segno del fatto che le persone non li considerano importanti, ma considerando la sempre maggiore dipendenza quotidiana dai dati presenti nei computer o nei telefoni cellulari, le persone conoscono certamente molto bene il valore delle proprie informazioni», ha dichiarato John Zanni, presidente di Acronis. «La percentuale di utenti che hanno perso dati importanti continuerà a crescere, così come crescerà il numero di computer sottoposti a backup. Sempre più persone comprendono che i costi di una soluzione semplice ma efficace, come Acronis True Image, sono trascurabili rispetto ai costi di recupero dei dati persi o crittografati.»
Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai



