Il 71% delle aziende monitora i report sulle attività web dei propri utenti
PRAGA, 14 novembre 2017 – Secondo un sondaggio di GFI Software, fornitore di soluzioni per la sicurezza delle reti aziendali, nell'ambito dell'accesso a Internet aziendale le società SMB ceche bloccano più frequentemente ai propri dipendenti l'accesso ai social network e ai siti di giochi. I timori riguardo alle attività private durante l'orario di lavoro derivano soprattutto dalla perdita di produttività, dalla possibile compromissione della rete aziendale da parte di software dannoso o dalla saturazione della connessione web.
L'indagine locale, condotta nel settembre 2017, ha mostrato che solo una piccola parte delle piccole e medie aziende non impone alcuna limitazione ai propri dipendenti nell'accesso al web aziendale e tollera le attività private durante l'orario di lavoro. Più di due terzi delle aziende generano report statistici relativi alle attività web degli utenti all'interno della rete aziendale. A spingerle sono soprattutto l'attuale situazione degli attacchi ransomware e, sempre più, l'imminente entrata in vigore del regolamento GDPR sulla protezione dei dati personali.
Principali risultati del sondaggio:
- Le società SMB ceche bloccano ai propri dipendenti soprattutto l'accesso ai social network (68%), ai siti di giochi (54%), ai siti con contenuti per adulti (46%) e agli streaming (43%).
- Utilizzano maggiormente i report statistici relativi alle attività degli utenti (71%), all'utilizzo della larghezza di banda (32%) e alle categorie dei siti web visitati (26%).
- Gli intervistati vedono la principale motivazione per la protezione web delle proprie reti nella difesa dal ransomware (57%) e nella garanzia di conformità al regolamento GDPR (43%).
- Nell'ambito delle soluzioni per la protezione dalle minacce web, sono maggiormente interessati a garantire l'integrità della rete (53%) e al filtraggio delle pagine web (33%).
«L'attacco ransomware di ottobre ha dimostrato quanto sia facile ritrovarsi con i dati crittografati in un'intera rete informatica per colpa di un solo utente imprudente che fa clic su una pagina web infetta con un presunto aggiornamento», ha dichiarato Zdeněk Bínek, responsabile delle vendite delle soluzioni GFI Software nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. «È certamente ragionevole consentire ai dipendenti qualche svago privato durante l'orario di lavoro, ma le aziende SMB dovrebbero mantenere il controllo sulla produttività e sulla sicurezza, sia mediante limiti di tempo sia limitando l'accesso a determinate pagine. Da maggio 2018, infatti, i costi per rimediare ai danni di un attacco web potranno includere anche una sanzione per violazione del regolamento GDPR.»
In questo ambito, GFI Software offre alle aziende SMB la soluzione GFI WebMonitor per la gestione dell'accesso web e della larghezza di banda, nonché la soluzione Kerio Control per la sicurezza unificata delle reti aziendali, incluso il firewall di rete e il filtraggio dei contenuti delle pagine web.
Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai



