Indagine GFI sulla gestione delle patch

GFI Software: l'85% delle PMI ceche sottovaluta gli aggiornamenti software

06/04/2016 · 2 min di lettura · Redazione ZEBR.ai

GFI Software: l'85% delle PMI ceche sottovaluta gli aggiornamenti software

Il rischio di attacchi alle reti aziendali è aumentato soprattutto dalle applicazioni non aggiornate

PRAGA, 6 aprile 2016 – La società GFI Software, fornitore di soluzioni di sicurezza per reti aziendali, ha pubblicato i risultati della propria indagine locale dedicata al tema degli aggiornamenti software. Secondo questa indagine, fino all'85% delle PMI ceche sottovaluta gli aggiornamenti software e solo il 15% non rileva alcun problema in relazione alla gestione delle patch. La maggior parte delle aziende gestisce bene gli aggiornamenti del software Microsoft, tipicamente Windows o Office, ma sottovaluta il "patching" del software di terze parti, come Adobe, Google o Mozilla.

Secondo la National Vulnerability Database, l'organizzazione che monitora le vulnerabilità globali dei sistemi software, le applicazioni sono da tempo le più vulnerabili, molte volte più dei sistemi operativi o dei sistemi hardware. Tra le applicazioni più vulnerabili figurano i browser web, Java e le applicazioni gratuite di Adobe, quali Flash Player, Reader, Shockwave Player e AIR. Ed è proprio su questo software che si concentra l'attenzione degli hacker, che cercano di attaccare computer e reti aziendali attraverso falle di sicurezza.

Principali risultati dell'indagine locale:

  • Il 23% delle PMI ceche incontra spesso problemi dovuti a un'esecuzione insufficiente degli aggiornamenti software, il 62% occasionalmente e il 15% delle aziende non li incontra affatto;
  • I principali ostacoli a una corretta gestione delle patch nelle aziende sono la scarsa consapevolezza del problema (54%), il timore che dopo l'aggiornamento qualcosa non funzioni (46%) e l'elevato prezzo degli strumenti specializzati (41%);
  • Tra gli strumenti per la gestione delle patch, i clienti utilizzano soprattutto i servizi WSUS (46%) e Windows Update (43%)

 

"Laddove gli aggiornamenti automatizzati funzionano bene, ad esempio nei sistemi operativi, il livello di vulnerabilità è inferiore", ha dichiarato Zdeněk Bínek, responsabile delle vendite delle soluzioni GFI Software nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. "Il problema si verifica con le applicazioni di terze parti, per le quali gli utenti spesso rifiutano manualmente l'aggiornamento, esponendo così il proprio computer e l'intera rete aziendale a possibili attacchi. La soluzione sono strumenti centralizzati che, da un lato, sono in grado di valutare la vulnerabilità dell'infrastruttura mediante attacchi simulati e, dall'altro, consentono agli amministratori di installare automaticamente gli aggiornamenti sui singoli computer senza richiedere l'intervento dell'utente."

Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai

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