GFI Software: i chatbot sono poco utilizzati e frustrano i clienti con le loro imprecisioni

Tecnologie AI più avanzate possono garantire maggiore precisione e soddisfazione dei clienti

25/03/2026 · 3 min di lettura · Redazione ZEBR.ai

Tecnologie AI più avanzate possono garantire maggiore precisione e soddisfazione dei clienti

PRAGA, 25 marzo 2026 – La società GFI Software, leader globale nelle soluzioni di sicurezza e comunicazione basate sull'AI per piccole e medie imprese (PMI), ha dichiarato che, secondo la sua indagine condotta tra partner e clienti cechi e slovacchi, le aziende presentano attualmente notevoli margini di miglioramento nella comunicazione automatizzata con i clienti. L'utilizzo di moderne tecnologie AI può portare loro una maggiore fidelizzazione dei clienti e un aumento dei ricavi in un mercato estremamente competitivo.

L'indagine ha rivelato che, ad esempio, i gestori di e-shop affrontano rischi legati all'implementazione e all'utilizzo di tecnologie quali i chatbot. Nonostante il loro potenziale nel migliorare il servizio clienti, esistono ostacoli significativi da superare, tipicamente un vocabolario limitato o una comprensione insufficiente del contesto.

Tre quarti degli intervistati hanno dichiarato, ad esempio, che i chatbot spesso non comprendono le richieste più complesse, causando frustrazione nei clienti e perdita di fiducia nei servizi forniti. Un ulteriore problema è l'imprecisione delle informazioni fornite, di cui si lamentano quasi due terzi degli utenti. Ciò aumenta nuovamente l'insoddisfazione dei clienti, che si aspettano risposte rapide e precise. L'indagine ha mostrato che la stragrande maggioranza dei clienti non utilizza affatto i chatbot e, se lo fa, solo nei casi necessari.

Principali risultati dell'indagine:

  • Quando i clienti scelgono un prodotto in un negozio online, il 21% è disposto a dedicare a questa ricerca al massimo 5 minuti, il 35% al massimo 15 minuti, il 29% degli intervistati 30 minuti e il 15% addirittura fino a 1 ora.
  • Per ottenere informazioni sui prodotti nei negozi online, utilizzano principalmente la documentazione dei prodotti (88% degli intervistati), il contatto via e-mail (31%), il contatto telefonico (21%) e i chatbot solo per il 17%.
  • Se utilizzano i chatbot, lo fanno solo nei casi necessari (65% dei clienti), regolarmente (10%), mentre il 25% non li utilizza affatto.
  • Considerano i principali ostacoli a un utilizzo più diffuso dei chatbot l'incapacità di comprendere richieste più complesse (75%), l'imprecisione delle informazioni fornite (63%) e il vocabolario limitato (27%).

«Il mercato dell'e-commerce è estremamente competitivo e richiede una risposta rapida alle esigenze dei clienti», ha dichiarato Marek Prorok, specialista in soluzioni AI presso ZEBRA SYSTEMS. «Gli investimenti in tecnologie AI più avanzate possono aumentare significativamente la precisione e la soddisfazione, portando a una maggiore fidelizzazione e a un numero più elevato di acquisti ripetuti. Tecnologie come MyPersonas consentono di creare il gemello digitale di un dipendente e ridurre il carico sulle risorse umane automatizzando le richieste di base e fornendo ai clienti risposte rapide. Inoltre, grazie all'accesso alla base di conoscenze interna, le informazioni fornite sono più precise e meglio contestualizzate rispetto ai chatbot attuali.»

 

Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai

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