Nelle ultime settimane le pagine dei media di tutto il mondo sono state riempite da notizie sull’abuso dei dati degli utenti di Facebook da parte di Cambridge Analytica, e il pubblico è stato così costretto, dopo molto tempo, a interessarsi alla protezione della propria privacy; sui social network è inoltre comparso tra le tendenze l’hashtag #DeleteFacebook.
Vi proponiamo una panoramica delle possibilità a vostra disposizione se desiderate almeno verificare quali dati Facebook (FB) possieda su di voi, limitare il trattamento dei vostri dati utente oppure cancellarvi definitivamente dal social network. Prima, però, ricordiamo cosa è effettivamente accaduto.
È una campagna
La combinazione di data mining dai social network e ingegneria sociale per condurre una campagna politica più efficace e mirata non è una novità per gli esperti di sicurezza e per i politologi al passo con i tempi; inoltre, nella maggior parte dei casi non si tratta di un’attività illegale. Cambridge Analytica non è quasi certamente l’unica azienda al mondo ad aver deciso di trasformare questo concetto in una realtà redditizia, ma è difficile valutare il grado di efficacia di una campagna condotta in questo modo. Il principale shock per i media tradizionali e per il pubblico, vista la violazione della privacy degli utenti, è stata quindi la semplicità con cui la società di consulenza ha utilizzato a lungo milioni di dati personali non adeguatamente protetti da Facebook. Secondo alcune notizie, Cambridge Analytica avrebbe avuto accesso persino ai messaggi privati degli utenti interessati. Bastava che, prima di compilare un divertente quiz, uno dei migliaia che circolano su FB, autorizzassero l’applicazione ad accedere ai loro dati personali.
L’azienda è riuscita a creare almeno un profilo parziale di 87 milioni di utenti Facebook e ha successivamente utilizzato tali profili per condurre una campagna politica più precisa, o meglio più campagne indipendenti create su misura per gruppi rilevanti e definiti di cittadini, a vantaggio del proprio cliente. Sono state influenzate le recenti elezioni e i referendum negli USA, in Gran Bretagna e anche da noi, nella Repubblica Ceca, dove la società di consulenza operava a favore di un’entità politica finora non identificata, presumibilmente con fondi esteri.
Cosa sa Facebook di voi?
Nella sezione Impostazioni, Le tue informazioni su Facebook, Facebook offre ai suoi utenti la possibilità di scaricare un file ZIP che dovrebbe contenere tutti i dati personali raccolti sulla piattaforma riguardo al vostro account. Vi troverete informazioni ovvie come la vostra descrizione e la cronologia degli stati, ma anche informazioni più interessanti, quali i metadati di tutte le foto da voi caricate, l’elenco delle pubblicità su cui avete fatto clic e delle applicazioni a cui avete autorizzato l’accesso, la cronologia delle conversazioni e degli indirizzi IP utilizzati o persino le caratteristiche uniche del vostro volto che l’AI utilizza per riconoscerlo.
Una guida dettagliata all’archiviazione dei dati di Facebook tramite lo strumento nativo è disponibile qui.
Aggiornamento delle impostazioni
Con il GDPR alle porte, FB ha iniziato a invitare i propri utenti europei a conoscere il modello di business basato sulla monetizzazione dei contenuti tramite pubblicità mirata in base ai vostri dati personali condivisi tra Facebook e terze parti. Durante la compilazione del modulo viene più volte proposto un collegamento alle impostazioni, dove potete compiere i primi passi per assumere il controllo della vostra privacy su Facebook. Le pubblicità mirate e la condivisione dei dati di Facebook con terze parti possono essere limitate, ma non completamente vietate, poiché in tal modo privereste FB della sua unica fonte di reddito.
Potete inoltre consentire o vietare il riconoscimento del vostro volto nelle foto altrui, in base a quelle in cui siete già stati taggati. Da un lato, grazie all’intelligenza artificiale che riconosce i volti, FB può avvisarvi se qualcuno carica le vostre foto sul social network; dall’altro, crea una galleria che non vi appartiene e che può essere sfruttata anche per scopi diversi dal proporvi un casco da ciclismo per due mesi dal giorno in cui lo avete acquistato.
Volete davvero andarvene?
Se le impostazioni disponibili non vi sembrano soddisfacenti e non volete più esporvi ai rischi connessi al trattamento dei dati personali e alla loro condivisione per finalità di pubblicità mirata, non vi resta che lasciare FB.
Avete due possibilità: potete disattivare l’account, rimuovendolo temporaneamente dalla ricerca e impedendo l’invio di messaggi finché non lo riattiverete nuovamente, cosa che potete fare in qualsiasi momento semplicemente effettuando l’accesso; oppure potete eliminare l’account davvero e definitivamente, comprese tutte le informazioni personali memorizzate a esso associate. Entrambe le opzioni sono disponibili nella sezione Impostazioni, Le tue informazioni su Facebook.
Fate un backup, anche del profilo Facebook
Lasciare Facebook può essere un grande sollievo, sia che il motivo sia la preoccupazione per la privacy, la salute mentale, la forza delle proprie convinzioni politiche o qualcos’altro. Prima di cancellare davvero FB, tuttavia, assicuratevi di aver archiviato i dati dell’account seguendo le istruzioni sopra riportate.
In alternativa, se disponete di un abbonamento a Acronis True Image 2018, potete creare un backup del profilo FB, più semplice da consultare e da ripristinare parzialmente rispetto all’archivio creato da Facebook. Inoltre, se in futuro decideste di tornare sulla piattaforma, True Image consente di ripristinare rapidamente i dati dal vecchio profilo a un nuovo profilo, incluse foto, informazioni, messaggi recenti ecc. Lo stesso servizio è disponibile anche per gli account Instagram.
Qualunque decisione prendiate, ricordate che nel mondo di oggi i vostri dati personali sono il prodotto che i social network vendono e che, pertanto, non è davvero opportuno confidare nella loro cura per la protezione della vostra privacy. Prendete in mano la situazione e proteggete con attenzione i vostri dati personali.
Autore dell’articolo: Redazione ZEBR.ai



