Un sondaggio condotto in collaborazione con ZEBR.AI ha confermato il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale in un’ampia gamma di processi aziendali
PRAGA, 29 ottobre 2026 – L’azienda GFI Software, fornitore di soluzioni per la sicurezza delle reti aziendali, ha comunicato che l’intelligenza artificiale sta diventando una parte abituale della giornata lavorativa dei professionisti IT. Secondo un recente sondaggio di ZEBR.AI, distributore esclusivo dei prodotti GFI in Repubblica Ceca e Slovacchia, almeno l’89% dei professionisti IT intervistati utilizza strumenti di IA generativa almeno diverse volte a settimana. Il sondaggio si è svolto nell’ambito della serie di conferenze ZEBR.AI Cyber Roadshow 2026, tenutasi a ottobre a Praga, Ostrava, Bratislava e Košice.
Più spesso l’IA aiuta i professionisti IT nella ricerca di informazioni, ma assume un ruolo sempre più importante anche nella cybersecurity e nell’automazione dei processi aziendali. Sebbene la maggior parte la percepisca soprattutto come un utile assistente, il suo sviluppo suscita al tempo stesso cautela, incertezza e timori per i
possibili rischi.
I risultati più interessanti del sondaggio:
· Quasi nove intervistati su dieci usano l’IA almeno diverse volte a settimana. L’uso quotidiano dell’IA è stato confermato dal 60,3% degli intervistati, mentre un altro 28,6% la usa diverse volte a settimana. Il 7,9% degli intervistati la utilizza diverse volte al mese, il 2,4% meno spesso e solo l’1% ha dichiarato di non usarla mai.
· L’IA non occupa la parte prevalente delle attività lavorative. Quasi la metà degli intervistati (49,2%) stima di usare l’IA in meno di un quarto del proprio lavoro. Un altro 28,8% la impiega nel 25-50% delle attività lavorative. Al contrario, il 9,1% degli intervistati la usa per il 50-75% del proprio lavoro e il 12,1% addirittura per tre quarti o più delle attività.
· Dalla ricerca di informazioni all’automazione e alla cybersecurity. L’impiego più diffuso dell’IA generativa resta la ricerca di informazioni, indicata dal 92,5% degli intervistati. Interessante è anche il suo utilizzo in ambiti più specialistici. In totale, il 47% degli intervistati usa l’IA per migliorare la cybersecurity e il 44,8% per automatizzare i processi aziendali. Un altro 27,6% degli intervistati la utilizza per analizzare ed esplorare opportunità di business e il 25,4% per generare contenuti di marketing.
· Assistente o minaccia? L’IA suscita stupore e cautela. Una prospettiva interessante è emersa dalla domanda aperta su quali emozioni l’IA susciti nei partecipanti. Le associazioni spontanee più frequenti sono state aiuto o assistente, seguite da paura o timore, futuro, velocità ed efficienza o produttività. Nella valutazione tematica delle risposte, l’aiuto pratico e la semplificazione del lavoro sono emersi nel 38% degli intervistati. Paura, minacce e visioni distopiche sono stati citati dal 27% dei partecipanti, mentre efficienza, velocità e automazione sono stati indicati dal 24% degli intervistati. Stupore, gioia e curiosità sono emersi nel 21% degli intervistati, così come il futuro e le nuove possibilità.
È evidente che l’IA non è più soltanto uno strumento per creare testi o cercare rapidamente risposte. Sempre più spesso trova applicazione anche negli ambiti in cui può contribuire ad automatizzare le attività di routine, a supportare le decisioni e a rafforzare la sicurezza degli ambienti IT. L’atteggiamento dei professionisti IT verso l’IA è piuttosto moderatamente positivo: i partecipanti ne apprezzano soprattutto la capacità di aiutare, velocizzare il lavoro e aprire nuove possibilità.
«Il sondaggio ha mostrato che i nostri partner usano già l’IA, ma i loro clienti ancora non tanto, almeno a giudicare dalle risposte dei partner», ha dichiarato Marek Prorok, specialista di soluzioni di IA e VR presso ZEBR.AI. «È proprio qui che vediamo una grande opportunità di business. I partner sanno già che cosa funziona e come li aiuta, e ora occorre mostrare ai clienti che cosa può fare l’IA per loro: dove farà risparmiare tempo, semplificherà il lavoro o ridurrà i costi. Il nostro appello ai partner è semplice: partite dalla vostra esperienza, proponete ai clienti soluzioni concrete e aiutateli a iniziare o a trasformare gli attuali esperimenti con l’IA in un beneficio reale.»



